Palazzo Pepoli
Palazzo Pepoli, noto come il "Palazzon", è un edificio risalente al XVI secolo, originariamente appartenuto alla famiglia Contrari, di antica nobiltà ferrarese. Dopo la morte della Marchesa Laura Contrari nel 1577, il palazzo passò in eredità alla famiglia Pepoli di Bologna.
Palazzo Pepoli presenta elementi architettonici tipici del secondo Rinascimento e un'impronta stilistica emiliana. L'edificio ha subito varie trasformazioni e ampliamenti tra la fine del 1500 e del 1600, che hanno contribuito a definirne l'aspetto attuale.
Le Strutture Sotterranee
Le cantine del palazzo hanno rivelato la presenza di complessi sistemi sotterranei in laterizio, che risalgono a periodi antecedenti la costruzione dell'edificio, testimonianza di interventi strutturali precedenti.
La Scala Elicoidale: Un Capolavoro di Architettura
Uno degli elementi architettonici più notevoli di Palazzo Pepoli è la scala elicoidale, che rappresenta un esempio straordinario per la sua plasticità e leggerezza. Partendo dai sotterranei, la scala si sviluppa per 17 metri e 107 gradini in marmo rosa di Verona, culminando con una raffinata ringhiera in ferro battuto.
Il Salone d'Onore: Maestosità Barocca
Il salone d'onore, situato al piano rialzato in posizione asimmetrica rispetto alla struttura, è caratterizzato da un soffitto a volta decorato con cigni, angeli, putti e maschere. Le decorazioni, ricche di plasticità e cromatismi soffusi, lo collocano nell'atmosfera barocca, in netto contrasto con l'austerità dei sotterranei.
Le Sale del Primo Piano
Il primo piano del palazzo è diviso in due ali: quella ovest con tre sale dalle linee sobrie e semplici, e quella est con cinque sale riccamente decorate con bassorilievi, stucchi e pavimenti diversi a seconda della loro funzione. Il salone d'onore, per esempio, presenta un pavimento in battuto alla veneziana, mentre le altre sale hanno pavimenti in cotto.
Le Decorazioni Scultoree
Le decorazioni scultoree che ornano il palazzo sono attribuite a Giovan Francesco Bezzi, collaboratore dell'architetto Torri. Le sue opere contribuiscono a definire l'atmosfera barocca del palazzo.
Un evento significativo per la storia del palazzo fu il matrimonio, nel 1676, tra Ercole Pepoli e Beatrice Bentivoglio, appartenente a una delle più importanti famiglie feudali di Bologna. La famiglia Bentivoglio possedeva vasti terreni e aveva realizzato opere di bonifica nel Polesine.
Ercole Pepoli commissionò, intorno al 1687, una ristrutturazione del palazzo e affidò la direzione dei lavori all’architetto bolognese Giuseppe Antonio Turri. Questo intervento segnò una svolta architettonica e funzionale per l'edificio.
L'ultima famiglia proprietaria del palazzo fu quella degli Spalletti, che nel 1987 donò l'edificio alla Regione Veneto. Da allora, Palazzo Pepoli è stato restaurato e utilizzato per iniziative turistico-culturali, specialmente a livello locale e polesano.
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