I Gorghi
I Gorghi di Trecenta sono cavità naturali alimentate da sorgenti di un antico alveo del Po, formando piccoli laghi circondati da una rigogliosa vegetazione, piante acquatiche e fauna. Partendo dal centro del paese e seguendo la strada verso Sariano, si possono visitare i sei Gorghi di Trecenta:
- Gorgo Bottazza: Documentato dall'inizio del XX secolo.
- Gorgo Gàspera: Recentemente utilizzato per l'itticoltura.
- Gorghi Magòn: Laghetti isolati dal bacino principale, noto come Gorgo Bianco, che raggiunge una profondità di 13 metri.
- Gorgo della Sposa: con una superficie di circa 7 ettari è il più grande nei territori di Rovigo e Ferrara. Diviso in due bacini, con quello settentrionale profondo oltre 12 metri.
- Gorgo Zùcolo
- Gorgo Magherino
- Un settimo Gorgo, chiamato Gorgo Malopera, si trova nella frazione di Pissatola.
Nel 1989, i Gorghi sono stati dichiarati zone protette dalla Regione Veneto secondo la legge n. 1497/1939.
Il Gorgo della Sposa per la sua ampiezza costituiva il confine naturale tra il serraglio arginato di Trecenta e il serraglio di Sariano, comunità entrambe comprese nel ducato di Ferrara.
Il Gorgo della Sposa, di cui la prima testimonianza è documentata in un atto di concessione del 1269, deriva il suo nome da una leggenda locale che tramanda la tragica storia di una giovane ragazza, che - innamorata di un bel ragazzo povero - preferì morire nelle acque del gorgo piuttosto che sposarsi ad ricco signore a cui la propria famiglia l'aveva promessa in sposa. Sempre secondo la leggenda, ancora oggi si sentirebbero i lamenti del fantasma della ragazza durante le notti senza luna. Secondo altre tradizioni locali, i gorghi sarebbero il frutto del castigo divino per punire la malvagità degli abitanti di antiche città, di cui sarebbe possibile di notte udire il suono delle campane sommerse Queste leggende, sempre a sfondo tragico, rappresentano il mito attraverso cui ci viene tramandata la memoria di eventi alluvionali con annegamenti di persone e distruzione di villaggi. Bisogna ricordare infatti, che la formazione di un gorgo è sempre l’espressione di un disordine idraulico, traumatico per il territorio e per la popolazione residente. Il Gorgo della Sposa e la sua leggenda hanno ispirato alcuni pittori e poeti locali.
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