Villa Badoer, uno dei capolavori del Palladio, patrimonio dell’Unesco

Villa Badoer, uno dei capolavori del Palladio, patrimonio dell’Unesco
Esplorando l'eleganza architettonica e l'arte rinascimentale in Veneto

Villa Badoer è un vero e proprio capolavoro dell’architettura rinascimentale che si erge nel contesto urbano di Fratta Polesine, sul basamento di un antico castello di “Salinguerra da Este”, bagnata da un ramo dell’Adige e di fronte ad un ponte preesistente.
Il suo fascino è senza tempo.

 

La storia

Conosciuta anche come La Badoèra, è stata progettata da Andrea Palladio intorno al 1554-1555 e costruita tra il 1556 e il 1563 su richiesta di Francesco Badoèr. Questa villa rappresenta la prima in cui Palladio ha completamente utilizzato un pronao con frontone sulla facciata, ed è l'unica villa palladiana situata nel territorio polesano.

Le sale del piano nobile della villa sono adornate con affreschi raffinati creati dal "Giallo Fiorentino".
Francesco Badoer, seguendo una tendenza comune tra l'aristocrazia veneziana dell'epoca, desiderava una villa nel suo vasto fondo a Fratta Polesine, sia come sede per amministrare la proprietà agricola sia per esprimere il suo status economico. Palladio progettò la villa con queste considerazioni, unendo la funzionalità agricola con l'eleganza architettonica.

La villa è stata completata nel 1564-1566, seguendo il progetto originale di Palladio, e nel corso dei secoli è passata attraverso diverse proprietà fino a diventare proprietà dello Stato e infine della Provincia di Rovigo. Dal 1996 è stata oggetto di restauri.

La struttura della villa si basa su un alto basamento, simile a altre opere di architetti rinascimentali come Giuliano da Sangallo. Le barchesse laterali, uniche tra le opere di Palladio, sono progettate con l'ordine tuscanico, mentre la loggia della villa presenta un elegante ordine ionico. La disposizione interna della villa segue lo schema tipico palladiano, con ambienti di servizio nel piano interrato, l'abitazione principale al piano nobile e il granaio nel sottotetto.
 

Le decorazioni interne

Per decorare Villa Badoèr, Palladio si rivolse a un artista insolito, noto come "Giallo Fiorentino", citato dallo stesso Palladio nei Quattro libri dell'architettura. L'identità di questo artista è stata oggetto di dibattito, ma potrebbe essere il pittore fiorentino Pier Francesco di Jacopo Foschi, già collaboratore di Giuseppe Salviati a Venezia.

Le immagini dipinte sulle pareti della villa rappresentano temi mitologici e allegorici, spesso legati alla committenza e al territorio, insieme a elementi decorativi come grottesche, nicchie e festoni. Queste decorazioni, caratterizzate da una raffinata tecnica esecutiva, celebrano i legami d'amicizia tra le famiglie Badoer e Loredan, in particolare tra Francesco Badoer e Giorgio Loredan.
 

1996
Patrimonio dell’Unesco e sede di un museo

Dal 1996, insieme ad altre ville palladiane del Veneto, Villa Badoer è stata inclusa nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. Dal 2009, la barchessa settentrionale della villa ospita il museo archeologico nazionale di Fratta Polesine.

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